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Il mattino del quinto giorno avvistarono un isola. Aveva una baia ampia, spiagge chiare e colline coperte di vegetazione rigogliosa. Sembrava ricca di risorse.
Gettarono l'ancora e scesero a terra con sollievo. La ciurma si divise subito: alcuni cercarono acqua dolce, altri raccolsero frutta, noci e radici commestibili. Loris il cuoco e Mara si occuparono di pescare e preparare conserve per il viaggio successivo. Draymor esplorò la zona per assicurarsi che non ci fossero pericoli.
Reven rimase sulla spiaggia a coordinare i lavori, ma il suo sguardo tornava spesso verso l'orizzonte. Il richiamo del frammento era più quieto durante il giorno, ma lei sentiva che Valthor non era lontano.
Riempirono i barili fino all'orlo e caricarono sulla nave quanta più provvista possibile. Quando il sole cominciò a scendere, l'Aelira era di nuovo pronta a salpare.
Reven diede l'ordine di levare l'ancora.
Stavano per allontanarsi dalla baia quando le vele scure apparvero all'improvviso da dietro la punta dell'isola.
Questa volta Valthor non venne per parlare.
Le sue tre navi emersero rapide, disponendosi in formazione per bloccare l'uscita della baia. Il frammento alla sua cintura brillava di una luce fredda e intensa. Il suo volto era duro, determinato. Non c'era più traccia di quel tono quasi disperato della volta precedente. Ora c'era solo decisione.
«Capitano Valthor!» gridò Reven dal ponte dell'Aelira, la voce ferma. «Non c'è bisogno di questo.»
Valthor alzò una mano. Le sue navi si avvicinarono lentamente, senza ancora attaccare, ma in modo chiaro e minaccioso.
«Basta fuggire, erede» rispose lui con voce potente. «Questa volta non mi limiterò a parlare. Il frammento mi sta consumando. Ho bisogno di completarlo. E tu lo porterai a me, volontariamente o no.»
Fece un segnale. Due delle sue navi iniziarono a stringere la manovra, cercando di intrappolare l'Aelira contro la costa.
Reven sentì il calore nel petto esplodere con forza. Il frammento chiamava con urgenza, quasi con rabbia.
Finn le fu subito accanto. «Reven, che facciamo?»
Lei strinse il timone, gli occhi fissi su Valthor.
«Preparatevi a virare» ordinò alla ciurma. «Non possiamo combattere contro tre navi. Dobbiamo trovare una via d'uscita.»
Valthor, dal suo ponte, continuò:
«Consegnati a me, Reven. Lascia che la Stella si riunisca. Non voglio distruggerti. Voglio solo ciò che ti appartiene di diritto. Se mi costringi, userò ogni mezzo necessario.»
La tensione sul mare crebbe. Le navi di Valthor si avvicinarono ancora, bloccando quasi completamente la baia. L'Aelira era in trappola, con la costa alle spalle e tre vascelli nemici davanti.
Reven guardò Finn, poi suo padre, poi la sua ciurma. Il calore della Stella pulsava forte dentro di lei, come se Aelira stesse aspettando la sua scelta.
«Io non mi arrenderò» disse a bassa voce, ma abbastanza forte perché tutti la sentissero. «Non oggi.»
E mentre le navi di Valthor stringev
ano la manovra, Reven cercò dentro di sé la forza per decidere la mossa successiva.